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Evviva il bikini

Il 5 luglio è  il #NationalBikiniDay ovvero, l’anniversario dell’invenzione del Bikini!!!

BabyGuest ha ricostruito la storia del due pezzi scoprendo che… Le sue origini risalgono addirittura al 1400 a.c.! Anche se ci vollero i mitici Sixties per consacrarlo a livello mondiale. Leggere per credere!

Lo sapevate che… Il 5 luglio è  il #NationalBikiniDay ovvero, l’anniversario dell’invenzione del Bikini!!!

Il costume a due pezzi vide la luce tantissimi secoli fa, utilizzato soprattutto per l’atletica, la danza e la ginnastica. Le testimonianze più antiche che raffigurano questa tipologia di abbigliamento risalgono addirittura al 1400 a.c.

Molto più tardi, nel 1935, comparvero alcuni costumi a due pezzi che lasciavano però coperto l’ombelico, fino ad arrivare al 1946 quando gli stilisti francesi Louis Reard e Jacob Heim disegnarono il costume da bagno femminile a due pezzi come lo conosciamo ancora oggi.

Il modello di Reard perfezionava il lavoro di Heim che, due mesi prima, aveva introdotto l’Atome (così chiamato a causa delle sue dimensioni ridotte), pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo.

Reard rese il costume ancor più succinto, ma non riuscì a trovare una modella che osasse indossarlo. La prima coraggiosa testimonial fu infatti Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.

Lo stesso anno gli Stati Uniti fecero esplodere alcuni ordigni nucleari sull’atollo di Bikini nelle isole Marshall.

La creazione del nuovo due pezzi e questo evento ebbero così tanto scalpore che sembrò doveroso associarli, dando il nome dell’atollo al nuovo costume da bagno.

Negli Stati Uniti il bikini impiegò poi 15 anni per essere accettato: criticato da Fred Cole (noto produttore di costumi da bagno) nel 1950, l’anno successivo fu proibito al concorso di Miss Mondo. Contemporaneamente fu vietato in spiaggia in Italia, Spagna, Portogallo, in alcuni stati USA e sulla costa atlantica della Francia.

Il mercato del Bikini esplode grazie alla bionda Brigitte Bardot.

Nel 1952 recita in Manina, ragazza senza veli indossando il bikini per tutta la durata del film. Un anno dopo lo indossa su una spiaggia di Cannes facendolo diventare molto popolare e, in definitiva, nel 1956 -grazie al film Piace A Troppi– l’attrice diventa sex symbol a livello mondiale, trainando il due pezzi nella sua celebrità.

Qualche anno dopo (1960) Brian Hyland scrive la canzone “Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini” e dà il via alla corsa all’acquisto del bikini. Negli anni successivi la proiezione di una serie di film in costume rende il bikini icona della cultura pop e lo “consacra” in tutti i paesi occidentali:

Divorzio all’Italiana con Stefania Sandrelli (1961), Lolita con Sue Lyon (1962), sempre nel 62 Agente 007 con licenza di Uccidere, con Ursula Andress, Beach Party (1963) con Annette Funicello, Un milione di anni fa con Rachel Welch (1966).

Nel 1964, in definitiva, la rivista Sports Illustrated pubblicò in copertina la foto di una modella in bikini, riconciliando finalmente il bikini con il grande pubblico statunitense.

Preparate subito le vostre creme solari e i vostri coloratissimi costumi per celebrare questa giornata! Fotografatevi e postate le vostre foto su Instangram con #babyguestofficial

 

Photo Credit : Unsplash, Web

 

 

 

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