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Sofia Bordone: “In giro per il mondo mi sento a casa”

 

Dal Vietnam e la Cambogia, passando per la Namibia, il Kenya, New York… A tu per tu con la numero uno di Editoriale Domus, a cui fanno capo brand cult quali Quattroruote e il Cucchiaio d’Argento, che al magazine di BabyGuest dice: «Viaggiate! Viaggiate sempre». E sulla casa di famiglia costruita dal nonno materno è categorica: è il buen retiro per eccellenza.

 

Viaggiare, viaggiare, viaggiare… Per Sofia Bordone, amministratore delegato di Editoriale Domus, a cui fanno capo tra le altre testate cult quali Quattroruote e Domus, viaggiare è d’obbligo. «Perché ti apre la mente, ti regala stimoli altrimenti impossibili da cogliere, ti arricchisce umanamente e intellettualmente…» confessa l’imprenditrice meneghina al magazine di BabyGuest. E specifica: «Io ogni volta tento di calarmi totalmente nella cultura dei Paesi che visito. E lo faccio partendo dal cibo: assaggio tutto, o quasi. Amo scoprire piatti nuovi, insoliti, sapori a volte sconosciuti, remoti… Perché il cibo è cultura e la conoscenza passa spesso proprio dai piatti anche più semplici…». Verrebbe da dire che il fatto che Sofia sia a capo anche del brand della cucina italiana per eccellenza Il Cucchiaio d’Argento e dell’omologo dedicato al target bambini Il Cucchiaino d’Argento, entrambi controllati da Editoriale Domus, non sia affatto un caso… E, d’altronde, come darle torto? Noi di BabyGuest, per altro, «fanatici» de Il Cucchiaino d’Argento, stiamo proprio lavorando nella direzione di fare incontrare mondi differenti, cibi, culture… Come? Ve lo diremo presto, molto presto. Promesso!

 

Sofia, qual è il Paese in cui hai mangiato meglio?

Ovunque ho trovato piatti «speciali», ma a pensarci bene credo che in Vietnam ci sia il cibo più buono mai assaggiato. Davvero! È stata una sorpresa anche per me. La cucina vietnamita è estremamente variegata, ricca di verdure, spezie, una infinità di prodotti tipici… È delicata ma nel contempo decisa. Cambia poi da zona a zona, da Nord a Sud. E con il cibo cambia il Paese, il paesaggio, le persone… Vale ovunque, certo. Ma in Vietnam ancora di più. Ci sono stata alcuni anni fa e nello stesso viaggio ho visitato anche la Cambogia, altro posto magnifico, inaspettato…

 

Che cosa ti ha colpito di colpito di più della Cambogia?

Angkor, senza ombra di dubbio. È il sito archeologico più importane del Paese e credo tra i più maestosi dell’intero Sud-Est Asiatico. Fu anche capitale dell’impero Khmer. Oggi è Patrimonio mondiale dell’Umanità. Si estende su una superficie vastissima ed è ricchissimo di templi che ti lasciano senza fiato… Poi sorge in mezzo a una foresta. C’è la storia, c’è la natura, c’è tutto… Una volta nella vita va visto. Assolutamente.

È stato quello il tuo «viaggio del cuore»?

E’ sicuramente uno dei più emozionanti. Anche se dirtene uno solo è impossibile. Non mi è mai capitato di tornare a casa da un viaggio e dire: «che brutto!». Anzi… Ma se parliamo di «posti del cuore» citerei sicuramente anche la Namibia. L’ho visitata 5-6 anni fa, con mia mamma, mia sorella, i miei fratelli… È stato un viaggio speciale. Abbiamo affittato un piccolo aereo e per 10 giorni abbiamo viaggiato in lungo e in largo… Eravamo solo noi. È stata una vacanza unica. Credo per tutti noi. Del resto, è stata proprio nostra madre (Maria Giovanna Mazzocchi, da cui Sofia nel 2005 ha raccolto il testimone di Editoriale Domus, ndr.), viaggiatrice instancabile, che ha girato mezzo mondo, e forse più, a trasmetterci la passione per il viaggio. Sin da quando eravamo bambini. E tornare a farne uno tutti insieme è stato magico.

 

Tu consiglieresti a chi ha bimbi piccoli di mettersi in viaggio per una meta remota?

Appena crescono un po’… Si. Va fatto! Ripeto: mia mamma ci ha portati ovunque. E credo che quello sia stato uno dei più grandi regali che ci ha fatto: trasmetterci l’amore per il mondo e la cultura altrui.

 

Qual è il primo viaggio che faresti fare ai tuoi nipoti?

Sicuramente opterei per una meta in mezzo alla natura. E probabilmente punterei sull’Africa. Vorrei fargli fare un safari. È un’altra esperienza unica, e credo che se fatta da piccoli lo sia ancora di più. Vuoi mettere vedere dal vivo leoni, zebre, giraffe… È pazzesco! Il rovescio della medaglia è che con tutta probabilità mio nipote vorrà accarezzare il leone, quello si, però… (ride).

 

Mi sembra di capire che per te viaggiare significa essere sempre on the road

In realtà la tipologia di viaggio che scelgo di volta in volta dipende dal mio grado di stanchezza fisico. Amo tantissimo girare, ma se sono «alla frutta», e capita visti i ritmi quotidiani di ciascuno di noi, allora opto per una soluzione di relax assoluto. E dunque: mare, mare, mare. Anche in mete lontane. Mio fratello ha casa a Watamu, in Kenya. E sono solita rifugiarmi lì. Non amo molto la montagna. Per me vacanza significa sole, energia, ricarica… Nel vero senso della parola. Manco fossi una batteria… (ride). Ho la fortuna di avere un compagno che condivide con me la passione dei viaggi. Abbiamo ritmi molto simili. Ed è facile trovare la quadra.

C’è un posto in cui torni sempre volentieri?

New York: ci vado almeno una volta ogni due anni. Anche per pochi giorni, per un ponte o come stop-over prima di proseguire per una destinazione più lontana. New York è energia allo stato puro. Mi piace tutto di New York. Anche semplicemente camminare per strada, esplorare quartieri, gallerie d’arte, musei… Tutto.

 

In che periodo dell’anno sei solita viaggiare?

I viaggi veri e propri li faccio d’inverno, a cavallo delle festività natalizie. O in primavera. Mentre d’estate preferisco il buon retiro in Italia e per l’esattezza la casa di famiglia a Gabicce Mare, nelle Marche. A costruirla è stato mio nonno materno e d’estate ci ritroviamo tutti lì. Compresa mia sorella con il marito Simone e i 3 bimbi. Abbiamo tutto quello che serve a portata di mano, la spiaggia è a pochi metri, stiamo insieme… Altrimenti vado con amici altrove, in Puglia o in Corsica. Ma rimango nel Mediterraneo. Anche perché è il mare più bello del mondo!

 

Che messaggio vorresti lasciare ai lettori del magazine di BabyGuest?

Viaggiate! Viaggiate sempre! Anche se chi segue BabyGuest con tutta probabilità già lo fa… Finché si è in salute, non si hanno impegni gravosi e si ha la disponibilità economica necessaria, vale la pena farlo. Io lo dico sempre: in giro per il mondo mi sento a casa. E sono certa di non essere l’unica!

 

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A noi piace tutto quello che è bello, buono e nuovo e ci piace condividerlo con i "nostri compagni di viaggio". Seguiteci, ci divertiremo. Parola di Babyguest! E scriveteci su: info@babyguest.com

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