Sei quì
Home / In viaggio con... / Annalisa Monfreda: La “mia” Croazia

Annalisa Monfreda: La “mia” Croazia

C’è un imprevisto alla base di quello che si sarebbe rivelato «il viaggio». Diventando persino materiale per un libro profondo e in grado di farci riflettere: «Come se tu non fossi femmina», opera prima di Annalisa Monfreda. A tu per tu con l’autrice.

Un imprevisto, la decisione di partire comunque optando per l’itinerario scelto, la scoperta che quello sarebbe stato «il viaggio»… Nasce on the road «Come se tu non fossi femmina – Appunti per crescere una figlia», editore Mondadori, l’opera prima di Annalisa Monfreda, 39 anni, direttore di Donna Moderna e Starbene, ragazza prodigio del giornalismo italiano, ora alla sua quinta, anzi sesta, direzione, viaggiatrice appassionata e impegnata, moglie di Stefano, e mamma di due splendide bimbe, Sara e Marta, rispettivamente di 10 e 7 anni. Ed è dedicato proprio a loro il suo primo libro, una sorta di manifesto sull’educazione al femminile, che di fatto trascende la diversità di genere e attraverso 50 lezioni di vita — «di me a loro e soprattutto di loro a me», dice Annalisa— trasmette felicità: felicità di vivere, imparare sempre, non mollare mai… Non a caso la lezione numero uno, la più importante, recita: non perdete mai la strada del desiderio! Ed è ciò che facciamo ogni giorno anche noi di BabyGuest. Motivo per cui abbiamo scelto proprio la chiacchierata con Annalisa Monfreda per lanciare la nuova rubrica del nostro magazine «In viaggio con…». Sarà un appuntamento bi-settimanale che ci porterà a confrontarci con mamme, papà, zii e nonni d’Italia (e non solo), più o meno illustri, nel tentativo di scoprire il loro «viaggio», in famiglia, e con bimbi di tutte le età, carpirne i segreti, le emozioni, scovare dritte e spunti per nuove avventure. Seguiteci! Con BabyGuest viaggiare è un gioco da bambini!

Annalisa, in «Come se tu non fossi femmina» racconti un viaggio on the road in Croazia fatto nell’estate 2017 con le tue bimbe: voi tre da sole, in macchina… Hai avuto paura?

Sulle prime sì, a dire il vero. Stefano, mio marito, all’ultimo ha dovuto rinunciare alle ferie e io ho tentennato un po’ se partire o meno… Ho viaggiato moltissimo da sola, per lavoro e per passione. Nei primi anni della mia carriera mi occupavo di Africa e Medio Oriente e ogni momento era buono per imbarcarsi, zaino in spalla, per qualche meta tra le più insolite. Ho girato anche l’Iran e l’Iraq da sola… Poi con Stefano, che condivide in pieno la mia passione, abbiamo continuato a girare il mondo. Anche l’arrivo delle bimbe non ci ha fermati. Sara, la prima, aveva appena un anno, quando partimmo per l’Islanda, poi l’anno dopo fu la volta degli Stati Uniti, con la risalita del Mississippi, e così via… Mentre il primo grande viaggio in 4 l’abbiamo fatto in Cina, ancora una volta on the road: le bimbe avevano 6 e 3 anni. E da lì è stato un crescendo… Perù, Sud Africa, Messico… Persino in Nepal, con tra le altre cose un trekking itinerante da 100 chilometri in 5 giorni da fare a piedi a 4 mila metri d’altitudine…

 

Eppure…

Eppure partire da sola con le bimbe mi metteva ansia. Nei nostri viaggi in 4 io mi occupo solitamente della logistica, mentre Stefano è dedicato al 100% alle bimbe, gioca con loro, da sfogo al bambino che c’è in lui. Tutti i maschi ce l’hanno… (ride)… Ma alla fine ho deciso che non mi sarei arresa. E, anzi, non avrei cambiato una virgola del nostro itinerario. Con mia grande sorpresa Stefano era assai compiaciuto della mia decisione e così non avevo più scuse…

 

Quali sono state le tappe principali?

La prima tappa è stata Milano-Fiume, in macchina, con le bimbe intente ad ascoltare una serie di audiolibri… È uno dei miei segreti, di base loro odiano viaggiare in macchina, ma così non si accorgono, o quasi, del tragitto. Poi è stata la volta del parco nazionale di Plitvice: meraviglioso! Si trova a metà strada tra Zagabria, capitale della Croazia e Zara in Dalmazia, ed è formato da 16 laghi alimentati da due fiumi e da sorgenti sotterranee, collegate tra loro da una serie di cascate… Da vedere! Ci vogliono 5-6 ore a piedi. Ma ci sono anche dei mini-traghetti… Terza tappa: Zara, incredibile! Da tenere anche come base per visitare le Isole Incoronate, o meglio, alcune di loro. Sono in tutto 147! È l’arcipelago più grande del Mediterraneo! E poi Krka, altro parco nazionale, ancora una volta ricco di cascate. E si può persino fare il bagno! Da lì siamo partite alla volta di Spalato, stupenda! Con altre isole ancora da visitare… Hvar, Brac e Vis, bellissime tutte e tre. Saremmo dovute andare anche a Dobrovnik, ma mia sorella, ha partorito in anticipo Elisa, l’ennesima figlia femmina della nostra famiglia!, e abbiamo deciso di rientrare prima per farle una sorpresa. Quindi ci siamo imbarcate su un traghetto Spalato-Ancona, abbiamo fatto la traversata in notturna, e via in direzione Roma, dove vive parte della mia famiglia…

Dicevi che con l’arrivo delle bimbe poco o nulla è cambiato nel vostro modo di viaggiare. Davvero?

Non esattamente. Qualcosa è cambiato, ma in meglio. Oggi quando viaggiamo siamo attenti affinché ci siano gli spazi necessari per le bambine, che possano divertirsi, trovare i loro momenti di svago… Così siamo più portati a vivere la vita dei luoghi che visitiamo, andando al parco, per esempio, e in ogni caso, rallentando i ritmi…

 

Ci sono stati momenti duri nei vostri viaggi in famiglia?

Direi di si, ma anche momenti assai formativi… In Sud Africa, per esempio, i bimbi si avvicinavano alle mie figlie non per giocare con loro, ma per “toccarle”, toccarle in quanto diverse… Sara aveva 7 anni all’epoca e ha vissuto malissimo questo primo approccio con la «diversità». Era arrabbiata, non capiva. A Milano vanno entrambe in una scuola pubblica, multietnica, dove il colore della pelle non ha alcuna importanza. Lì invece il colore della sua pelle aveva importanza e la «diversa» era lei… Lei avrebbe solo voluto giocare con quei bimbi. La sua reazione cambiò anche il mio paradigma: non avrei più cercato la “differenza” per spiegargliela, perché la accettasse, la considerasse un fatto normale, avrei cercato la “somiglianza” ovvero bimbi della stessa età che giocano. E basta. In Perù, un paio d’anni più tardi, è stata sempre Sara a impartirmi una lezione: lei e la sorella sono rimaste un pomeriggio intero in un cortile con alcune bambine di un villaggio sperduto. Le bimbe insegnavano loro a tessere… Sara e Marta ricambiavano impartendo loro lezioni di scopa!

 

Una ultima curiosità: viste le tue giornate pressoché infinite tra lavoro e impegni familiari quando hai trovato il tempo per scrivere un libro?

È stata durissima. Lo ammetto! È stato Alberto Gelsumini, il mio editor di Mondadori Libri, a chiedermi di scrivere un libro su come crescere figlie femmine. L’ha fatto un anno fa, e più… Ho accettato d’istinto, salvo non avere ai tempi la più pallida idea di come strutturare il tutto… Non ho scritto nemmeno una pagina per mesi. Poi quel viaggio in Croazia è stato rivelatore: sarebbe stato il libro! E così da settembre a gennaio mi sono imposta una disciplina ferrea: scrivevo tutte le mattine, tra le 5 e le 7-7.30, quando poi si alzavano le bimbe, andava preparata la colazione e in sostanza iniziava un’altra giornata…

 

Se non sbaglio in quel periodo hai preparato anche la tua prima maratona…

Giusto! L’ho fatta ad Atene, il 12 novembre 2017. Una emozione unica! Anche lì… dovevo allenarmi: 3 volte la settimana, più il «lungo» da 3 ore la domenica… L’ho fatto, non so se lo rifarò ancora, ma di certo ho realizzato un sogno… Non perdete mai la strada del desiderio! Appunto! 

 

BabyGuest
BabyGuest
A noi piace tutto quello che è bello, buono e nuovo e ci piace condividerlo con i "nostri compagni di viaggio". Seguiteci, ci divertiremo. Parola di Babyguest! E scriveteci su: info@babyguest.com

Articoli simili

Lascia un commento

Top

Il presente blog utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Navigando comunque in magazine.babyguest.com acconsenti al loro uso. Informativa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi