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Tutti al mare con i giochi 2.0

Spiaggia? Sì, grazie. E con lei, tutta una serie di accessori che, i genitori, spesso, si trascinano lungo la battigia per accontentare i piccoli.

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Fermo restando che la sand therapy è sempre un piacere, anche con un bastoncino e poco più, i giochi restano uno dei simboli delle estati al mare, di molti di noi e dei nostri figli.

Ma i giocattoli da spiaggia non sono più quelli di una volta. E se un secchiello e una paletta, fanno comunque la felicità di molti, ci sono in circolazione dei giochi versatili, che possono tornare utili anche quando le temperature non sono più così roventi.

Una prima grossa variazione, sono i materiali. Molti dei giochi 2.0 hanno il pregio di essere fatti in materiali ecologici, sicuri e resistenti nel tempo. Polipropilene, ma anche addirittura in materie prime insolite, come derivati di alghe. Tutti però particolarmente stabili all’esposizione solare e alle intemperie.

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Ma oltre alla sostanza, ecco che l’estetica gioca un ruolo importante. Perché da qualche anno sono in circolazione dei giochi da spiaggia moderni, che ribaltano il concetto classico del castello o delle dighe. Sono marchiati Quut toys e arrivano dall’Olanda, da uno studio di design che ha ricevuto proprio per questo brand, numerosi premi internazionali.

Suoi, attrezzi, accessori e giochi, dalle forme insolite, con usi multipli e spesso lasciati agli stessi bimbi.

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Il secchiello, ad esempio, è sferico. La paletta, diventa XL. Coni apparentemente semplici, si trasformano, grazie a semplici buchini ben posizionati, in strumenti per scrivere, giocare con palline o setacciare.

Ma tra i giochi che più di tutti stupiscono, arriva Bilibo. Difficile dare una connotazione nell’immediato. Perché, questo prodotto svizzero marchiato Moluk, è davvero multitasking e multifunzionale. Sdraietta? Dondolo? Contenitore? Ma anche secchiello alternativo o tana dell’ultimo minuto.

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Pensato sempre in materiale ultraresistente, con l’inverno non va in letargo: può  sempre sostituire uno slittino dell’ultimo minuto…

Se state imparando a nuotare, invece, avrete sentito parlare della pinna da squalo. Si chiama SwimFin ed è un ausilio usato anche dalla Federazione Nuoto per insegnare il galleggiamento ai bambini, in molto Paesi. Il concetto è semplice. La pinna, se ben utilizzata, deve diventare inutile! Deve, cioè, essere utilizzata in posizione orizzontale, ovvero quando il bambino ha realmente imparato a galleggiare.

 

 

Valentina Carla Caiazzo
Valentina Carla Caiazzo
Sono Valentina, ingegnere edile - architetto, web editor, mancina e specializzata in spazi per bambini. Un’attenzione particolare nei progetti alle teorie della Montessori, unite al pallino per materiali e fotografia, trovano casa, insieme alla costante ricerca di cose nuove nel mondo del design per i piccoli, sul mio blog: amisuradibimbo.com.

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